Fase 2, costruttori Ance pronti a riaprire i cantieri: «Istituzioni, fornitori e filiera saranno all'altezza?»

TERAMO – Lunedì potrebbero ripartire i cantieri delle opere pubbliche, il 4 maggio i cantieri delle opere private. Un’importante notizia soprattutto per il Teramano, dove i cantieri della ricostruzione post terremoto si sono inevitabilmente fermati. I costruttori dell’Ance di Teramo, rimasti fermi in blocco nonostante anche durante l’emergenza Coronavirus avrebbero potuto eseguire alcuni lavori previsti dalle deroghe governative, sono pronti a riaprire subito i cantieri. Ma per farlo hanno bisogno soprattutto che siano pronte anche le amministrazioni locali, i fornitori e le imprese dell’indotto, altrimenti non ci sarà alcuna "ripartenza" nella Fase 2. Perché sono proprio questi tre motivi, oltre al senso di responsabilità, ad aver di fatto mpedito di lavorare nell’emergenza anche quando possibile.

Ecco perché il presidente dei costruttori Ance Teramo, Ezio Iervelli, ha lanciato un appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali affinché la ripartenza sia effettiva ed immediata, prima che le imprese rischino la chiusura per l’inattività. E già che ci sono i costruttori ricordano anche come l’emergenza abbia cambiato tutto, costringendoli a maggiori spese, tanto da aver preparato un nuovo "listino Covid" aggiornato.

«Riaprire subito i cantieri è la richiesta dell’Ance Teramo alle Istituzioni preposte.

Abbiamo sottoscritto quattro protocolli nazionali (14,19, 23 marzo e 24 aprile) per concordare le regole per la riapertura, negoziato un accordo con il sindacato provinciale, riformulato i nostri piani di sicurezza ed acquistato i dispositivi di protezione individuale” dichiara il presidente Iervelli. 

“Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per riprendere la produzione, comprimendo al massimo il rischio di contagio – prosegue il Presidente – e del resto il nostro è un settore costantemente monitorato dai coordinatori per la sicurezza, dalle stazioni appaltanti, dagli organi ispettivi e dalle tante figure interne, per cui non dobbiamo temere di riaprire le nostre attività”.

È di fatto attualmente fermo il 90/95% dei cantieri, anche se quelli pubblici ed i cantieri per gli impianti avrebbero potuto proseguire, perché non rientranti tra i codici Ateco sospesi dal Governo. Ma quando tutta la filiera si blocca è difficile proseguire. Con il lockdown è complicato reperire i prodotti semilavorati e le forniture. È per questo che diventa necessario ripartire, rispettando le buone pratiche per limitare il rischio di contagio. Sono oltre 30 i settori merceologici coinvolti nella produzione edilizia. Un indotto vastissimo che non ripartirà senza i cantieri.

“Abbiamo apprezzato – prosegue il Presidente – la disponibilità degli uffici Sisma 2009 e 2016 di anticipare il pagamento degli Stati di avanzamento lavoro parziali. Purtroppo non è stata scritta una norma che renda l’anticipo obbligatorio per tutti, anche se la legge non lo vieta e molte amministrazioni si sono dimostrate sensibili. Noi le abbiamo invitate a darci una mano. Non è stato per tutti così! Ora bisogna fare uno sforzo per tornare alla normalità: non tutti gli enti infatti sono attrezzati per lo smart working e questo può creare qualche problema”.

Il 28 aprile ci sarà la conferenza con la Provincia di Teramo convocata per ascoltare le parti sociali in vista della ripresa.

“Diremo al Presidente della Provincia, che ringraziamo – continua ancora Ievelli – che bisognerà lavorare per rivedere i contratti, alla luce dei tanti costi sopraggiunti che le imprese dovranno sopportare. La pandemia è una causa di forza maggiore che rischia di farci chiudere. Sono tanti i nuovi costi che dovranno essere sostenuti dalle imprese: i dispositivi, la sanificazione, i trasporti e gli alloggiamenti; tutto costerà di più e il distanziamento ridurrà la produttività. Abbiamo già elaborato un prezzario Covid che invieremo alla Regione ed agli enti locali per avviare una discussione generale”.

Ora chi può deve velocizzare lo sviluppo dei programmi di opere. Viabilità, scuole, sisma, Masterplan e fondi Fas. Su tale ultimo aspetto la Regione non ha ancora affidato l’incarico per il supporto ai controlli di primo livello, quelli necessari per la rendicontazione delle spese allo Stato ed all’Unione Europea. Il rischio concreto è un ritardo enorme nei pagamenti. Nessuno può permetterselo. Per promuovere l’utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie – Sisma ed Ecobonus – l’Ance Teramo sta lavorando ad un’importante operazione per il finanziamento degli interventi.

In buona sostanza occorre ripartire subito e bene per la ripresa economica che deve esserci!»